Materiali per l'acquerello: scegli quelli giusti per te

Scopri tutto quello che c’è da sapere su come scegliere i materiali per l’acquerello

Il fascino dell’acquerello è la sua capacità di catturare le emozioni con leggerezza e dinamicità, grazie a trasparenze e sfumature che si ottengono attraverso la conoscenza dei materiali per l’acquerello: i pennelli, la carta e i colori.

Spesso si pensa che l’acquerello sia una tecnica “di pancia”, tutta intuizione e istinto. In realtà, dietro a quella apparente spontaneità, c’è una profonda conoscenza dei materiali e di come questi reagiscono all’acqua, al gesto e al tempo.

In questo articolo troverai le informazioni fondamentali che ho raccolto negli anni da acquerellista, per aiutarti a scegliere i materiali giusti per te e per il tuo modo di dipingere. Ma se desideri approfondire, ho creato anche una guida completa ai materiali per l’acquerello che puoi ricevere direttamente via mail compilando il form qui sotto. 

E ora...

Partiamo per il nostro viaggio alla scoperta dei materiali!

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L’acquerello: un viaggio tra tecnica ed intuizione

L’acquerello è la mia tecnica preferita perché mi consente di catturare le scene con leggerezza, senza appesantirle. Con il tempo ho capito però una cosa fondamentale: la sua libertà non nasce dal caso, ma dalla conoscenza.

Per questo, secondo me, l’acquerello è molto più di una tecnica pittorica.

Ogni dipinto è un’emozione tradotta in gesti che scorrono sulla carta, un dialogo continuo tra artista, acqua e colore.

Per liberarne davvero la magia è necessario conoscere i materiali, che diventano parte integrante dell’opera. 

Oltre all’acqua, i materiali fondamentali dell’acquerello sono tre:

  • la carta

  • i colori

  • i pennelli

Un bravo acquerellista può dipingere (quasi) con tutto, ma non perché i materiali siano indifferenti: al contrario, perché li conosce così bene da saperli usare consapevolmente.L’acquerello unisce la mente scientifica a quella creativa e istintuale, e proprio da questo equilibrio nascono risultati unici e personali.

Perché materiali per l’acquerello non sono indifferenti

Ti è mai capitato di usare gli stessi colori, lo stesso soggetto e ottenere risultati completamente diversi?

Oppure di sentire che “oggi non funziona niente”, senza capire perché?

Molto spesso non è una questione di talento o di livello, ma di mancanza di consapevolezza dei materiali. Ogni carta assorbe l’acqua in modo diverso, ogni colore reagisce in tempi diversi, ogni pennello restituisce un gesto differente.

Quando non sappiamo cosa aspettarci dai materiali:

  • perdiamo il controllo

  • perdiamo fiducia

  • ci irrigidiamo

Conoscerli, invece, ci permette di rilassarci, accettare l’imprevisto e usarlo a nostro favore.

La libertà nell’acquerello non nasce dal caso, ma dalla fiducia che costruiamo attraverso l’esperienza.

Quindi ecco tutto quello che devi sapere per scegliere i tuoi materiali e iniziare a divertirti con la magia dell'acquerello!

I pennelli:

Lo strumento principale per l'acquerello

I pennelli sono protagonisti dell’acquerello perché traducono il gesto, l’intenzione e l’emozione in segni visibili sulla carta. Cambiare pennello può portare a risultati completamente diversi, anche utilizzando gli stessi colori e la stessa carta.

Proprio per questo, vale la pena investire sin dall’inizio in buoni pennelli per acquerello. A differenza di altri materiali, infatti, i pennelli — se curati bene — possono accompagnarti per molti anni.

Le caratteristiche fondamentali di un pennello sono tre: la morbidezza, la capacità di trattenere l’acqua e la capacità di rilasciarla. Questi aspetti dipendono sia dal materiale delle setole sia dalla forma del pennello. E come spesso accade nell’acquerello, anche la scelta dei pennelli è molto personale: sono loro a trasformare la visione che hai nella mente in una danza di acqua e colore sulla carta.

La sperimentazione è quindi fondamentale, ma ci sono alcuni pennelli che considero davvero indispensabili. Vediamoli insieme.

I formati fondamentali dei pennelli per l’acquerello

I diversi formati di pennello influenzano il modo in cui puoi lavorare: dalla precisione dei dettagli alla libertà di grandi macchie di colore. Ogni forma ha una funzione specifica e contribuisce in modo unico allo stile personale. Questi tre sono quelli principali da cui iniziare:

Il pennello tondo o il bombasino: versatilità in ogni goccia

Il pennello tondo o il bombasino sono il formato di pennello più importante e versatile. Grazie alla punta affusolata, consentono di tracciare linee sottili e dettagli precisi, ma se inclinati e ben caricati d’acqua può coprire anche ampie superfici.

Imparare a gestire questo tipo di pennello e il suo carico d’acqua è una delle abilità principali di ogni acquerellista. È una competenza che si sviluppa con il tempo, attraverso esercizi mirati e tanta pratica.

Il pennello piatto: segni grafici e pennellate decise

Il pennello piatto, o la pennellessa, è ideale per stendere grandi campiture di colore in modo uniforme e sicuro. La sua forma rettangolare permette anche di creare macchie ben definite e segni più grafici.

È uno strumento molto utile per sfondi, cieli, architetture e per tutte quelle situazioni in cui serve una pennellata più strutturata.

Il pennello liner o rigger: precisione e dettagli sottili

Il liner entra in gioco quando sono richiesti tratti sottili e continui. La sua punta lunga e fine lo rende perfetto per contorni, rami, fili, scritte e piccoli dettagli decorativi.

È un pennello che aggiunge raffinatezza e definizione all’opera e diventa prezioso nelle fasi finali del dipinto.

Infine...

Accanto a questi tre formati fondamentali, vale la pena citare anche il pennello a lingua di gatto, che con la sua punta arrotondata offre una via di mezzo interessante tra pennello tondo e piatto, permettendo transizioni fluide e macchie ben controllate.

Setole sintetiche o naturali: come scegliere

Un’altra decisione importante riguarda il materiale delle setole.

Le setole naturali, ottenute da peli animali come martora o scoiattolo, hanno una lunga tradizione artistica alle spalle. Assorbono e rilasciano l’acqua in modo estremamente fluido.

Negli ultimi anni, però, grazie alla diffusione dell’acquerello, molti produttori hanno sviluppato pennelli sintetici di altissima qualità, capaci di replicare molto bene le prestazioni delle setole naturali, soprattutto nei modelli ispirati alla martora.

Le setole sintetiche perciò sono oggi una scelta eccellente. Sono resistenti, mantengono bene la forma e offrono un controllo molto preciso del colore. Tendono ad assorbire un po’ meno acqua rispetto alle setole naturali, ma garantiscono durata e affidabilità. Inoltre, rappresentano una scelta più sostenibile dal punto di vista ambientale.

La dimensione del pennello

La dimensione del pennello è un’altra caratteristica che influisce molto sul risultato. Indicativamente è meglio lavorare con pennelli grandi che consentono stesure più fluide ed uniformi oltre ad accelerare il lavoro, soprattutto nelle prime stesure. Con un buon pennello si possono poi aggiungere anche i dettagli, ma a seconda del grado di dettaglio che desideriamo possiamo usare anche pennelli piccoli, ma mai per cominciare.

Un consiglio personale sui pennelli

Il mio suggerimento è di iniziare con pochi pennelli di buona qualità, possibilmente grandi: uno o due tondi, un piatto e un liner sono più che sufficienti per la maggior parte dei lavori. Conoscere a fondo i tuoi pennelli ti darà molta più libertà che averne tanti ma usarli poco.

Per imparare ad usarli, osserva come reagiscono all’acqua, al colore e al tuo gesto. Con il tempo, saranno loro ad adattarsi al tuo modo di dipingere — e tu al loro — creando un dialogo che rende ogni acquerello unico.

E ora...

Ecco alcuni link ai miei pennelli preferiti:

Pennello Bombasino - Pennello Bombasino per Acquerello Tintoretto (numero 6)

Pennello tondo - Pennello Tondo "Sintetico Scoiattolo" by Princeton (numero 10)

Pennello piatto - Pennello per Acquerello Tintoretto serie 424  (numero 6)

Pennello Liner - Pennello Liner 1408 by Tintoretto in pelo Sintetico Vajo Kazan (numero 3/0)

La carta per l'acquerello:

Le caratteristiche da tenere presente

La carta è il materiale che forse influisce di più sul risultato dei nostri acquerelli. Spesso viene sottovalutata, ma è proprio lei a determinare quanto controllo avremo sull’acqua, quanto tempo potremo lavorare una stesura e che risultato potremo ottenere.

Quando si sceglie una carta per l’acquerello, è utile considerare tre caratteristiche fondamentali:

  • la texture, ovvero la superficie della carta e il modo in cui dialoga con la pennellata;
  • i materiali che la compongono, che influenzano l’assorbenza del colore;
  • lo spessore, o grammatura, che determina quanta acqua la carta è in grado di sostenere.

Vediamole insieme.

La texture della carta per l’acquerello

L’acquerello si sposa con diverse texture di carta, e ogni artista sviluppa con il tempo una preferenza personale. In generale, possiamo distinguere tre tipologie principali.

La carta satinata

È una carta liscia, ottenuta tramite pressatura a caldo. Assorbe poca acqua e offre un grande controllo della stesura, rendendola adatta a lavori precisi come l’illustrazione o l’acquerello botanico. Il colore rimane brillante in superficie, ma consente meno lavoro sulle trasparenze e lascia poco spazio alla tipica spontaneità delle macchie d’acquerello.

La carta liscia o a grana fine

Questa carta mantiene una superficie più naturale e offre un buon equilibrio tra controllo ed espressività, permettendo pennellate fluide e transizioni morbide. Assorbe l’acqua in modo uniforme e consente di lavorare bene con velature e trasparenze. È una scelta molto versatile e stabile.

La carta ruvida o a grana grossa (Torchon)È pressata a freddo e presenta una superficie irregolare, con le fibre ben visibili. Assorbe grandi quantità di acqua e cattura il colore in modo imprevedibile, lasciando la pennellata ben evidente. È ideale per chi ama sperimentare e lavorare in modo più istintivo.

Cotone o cellulosa: scegliere la composizione della carta

Un’altra scelta importante riguarda il materiale di cui è composta la carta. Si può usare cotone o cellulosa in diverse percentuali.

Il cotone offre una base di alta qualità, resistente e durevole nel tempo. La fibra assorbe l’acqua ed il colore in modo uniforme e consente di lavorare con velature successive senza sollevare il colore. È ideale per lavori più complessi e per chi desidera una superficie stabile su cui costruire il dipinto.

La cellulosa assorbe l’acqua più velocemente e il colore permea di meno, rendendo più difficili le stesuremultiple. Essendo però più accessibile dal punto di vista economico è perfetta per studiare ed esercitarsi senza paura di sprecare materiale.

Esistono poi le carte miste, con percentuali variabili di cotone e cellulosa che acquisiscono caratteristiche intermedie. Per leggere le etichette: se sulla confezione non è indicata alcuna percentuale per il cotone vuole dire che la cellulosa è preponderante; percentuali elevate di cotone vengono invece sempre specificate.

Grammatura e resistenza della carta d’acquerello

La grammatura ci dà un’idea della resistenza della carta all’acqua e della sua capacità di assorbenza. 

Le carte da 180 g sono leggere e adatte soprattutto al bagnato su asciutto, con l’uso di poca acqua. Sono molto usate negli sketchbook perché permettono di dipingere senza appesantire troppo il quaderno.

La grammatura più diffusa per l’acquerello è quella da 300 g, che consente una buona assorbenza e resistenza. È ideale sia per sperimentare sia per realizzare i primi lavori finiti.

Esistono infine carte da 640 g, perfette per grandi formati e lavori molto bagnati, perché non si deformano e assorbono grandi quantità di acqua.

Personalmente ti direi...

Ritengo che non esiste la carta perfetta, la carta dipende dallo stile e dal tipo di uso che se ne vuole fare. Il mio suggerimento è di testare una carta cotone e una cellulosa, e poi usare le stesse per un periodo per imparare. Usando il cotone per i dipinti e la cellulosa per imparare l’uso iniziale dei materiali e per sperimentare. 

Ecco tre link per le carte che ti consiglio per iniziare, si tratta di quelle che io ho scelto negli anni come le mie preferite:

Carta 100% cotone - Fogli Fabriano Artistico Traditional White

Carta 50% Cotone - Blocco Carta per Acquerello Fabriano 5 by Fabriano

Carta Cellulosa - Blocco Goldline Aquapad by Clairefontaine

I colori:

Da alchimia a creatività

I colori definiscono l’atmosfera di un dipinto, rendono riconoscibile la mano di un artista e trasformano una semplice scena in un’esperienza emotiva. 

La palette che scegli e il modo in cui usi i colori contribuiscono in modo decisivo alla tua identità artistica. Paradossalmente, però, i colori sono il materiale che influisce meno dal punto di vista tecnico e molto di più da quello stilistico. Una buona conoscenza del colore, delle sue reazioni e delle sue combinazioni ti permetterà di dipingere in modo più consapevole, libero e personale.

La composizione dei colori ad acquerello

Dal punto di vista della formulazione, i colori ad acquerello sono composti principalmente da due elementi: il pigmento e il legante. Nei colori di qualità inferiore viene spesso aggiunto anche un “mezzo” che influisce sulla trasparenza e sulla resa finale del colore.

Il processo di creazione inizia con la selezione dei pigmenti, che possono essere naturali o sintetici. Ogni pigmento ha caratteristiche specifiche: trasparenza, granulosità, intensità e comportamento in acqua. Questi pigmenti vengono macinati fino a ottenere una polvere finissima: più fine è la macinatura maggiore sarà la qualità dell’acquerello.

Il secondo elemento fondamentale è il legante, ovvero la sostanza che permette al colore di aderire alla carta e di mescolarsi con l’acqua. Il legante più comune è la gomma arabica, ma anche il miele, che conferisce al colore maggiore elasticità, brillantezza e una migliore conservazione nel tempo. Negli ultimi anni sono comparsi anche acquerelli con leganti chimici.

Godet o tubetti: scegliere la forma del colore

Un altro passaggio importante riguarda la forma in cui scegliere i colori: godet o tubetti.

I godet sono piccoli contenitori di colore solido che si attivano con l’acqua. Sono pratici, compatti e perfetti per chi ama dipingere all’aperto. La loro storia è legata alla pittura en plein air e ancora oggi sono la scelta prediletta di Urban Sketchers e carnettisti.

Gli acquerelli in tubetto offrono invece grande immediatezza. Il colore è già morbido e consente di ottenere tinte intense e brillanti con meno acqua. Sono ideali per lavorare in studio, su grandi formati o quando si ha bisogno di preparare grandi quantità di colore. Consentono inoltre di variare spesso la palette, scegliendo colori diversi a seconda del progetto.

Per questo motivo, li consiglio soprattutto a chi ha già una certa esperienza e vuole esplorare in modo più consapevole il colore.

La scelta della palette

Alla fine, che tu scelga godet o tubetti, ciò che conta davvero è la palette. E qui il mio consiglio è uno solo: non avere fretta.

La tua palette nascerà con il tempo, attraverso l’esperienza, l’osservazione e la pratica. All’inizio, può essere molto utile costruirla utilizzando colori di un unico brand. Ogni produttore, infatti, utilizza pigmenti e miscele specifiche che funzionano bene insieme. Mischiare colori di marchi diversi senza una reale consapevolezza può portare a risultati “stonati”, anche se tecnicamente corretti.

Con il tempo, quando l’occhio si affina e la conoscenza del colore cresce, potrai integrare nuovi colori in modo intenzionale e personale. È proprio in questo percorso che la palette smette di essere un insieme di tubetti o godet e diventa una vera estensione della tua visione artistica.

E se sei all’inizio, questa è la palette che ti consiglio, pochi colori ma sufficienti per dipingere tutto quello che vuoi:

Set Acquerelli Cotman Winsor&Newton Sketchers

Nell’acquerello la libertà nasce dalla conoscenza

Spesso si pensa che l’acquerello sia solo intuizione, qualcosa che “o ce l’hai o non ce l’hai”. In realtà, la vera libertà che si percepisce guardando un acquerello nasce dalla conoscenza e dalla pratica consapevole.

Conoscere la carta, capire come reagisce all’acqua, scegliere i pennelli giusti e costruire una palette che ti rappresenti non limita la creatività: al contrario, la amplifica. Più conosci i tuoi materiali, più puoi lasciarti andare al gesto, alle macchie, all’imprevisto. È proprio quando smetti di combattere con i materiali che l’acquerello inizia a fluire davvero.

Non esiste una scelta giusta in assoluto. Esiste la scelta giusta per te, ed è un percorso che si costruisce passo dopo passo, attraverso la sperimentazione, l’osservazione e tanti errori.

Se vuoi approfondire tutto questo in modo pratico e avere una guida chiara a cui tornare ogni volta che ne senti il bisogno, ho creato una guida completa ai materiali per l’acquerello. Al suo interno troverai consigli, suggerimenti e riferimenti utili per orientarti tra carta, pennelli e colori senza confusione.

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